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Le macchine vivono già con noi… e ci semplificano la vita


La paura della tecnologia è forse connaturata all’uomo. O forse, in un periodo di guerre & pandemie, riusciamo ad aver paura anche di ciò che ci aiuta. Siamo strani. E sbagliamo. Mi sono laureato nel 1996, scrivendo la tesi in parte con una vecchia macchina da scrivere di famiglia e in parte con un vecchio PC regalato da un amico. Il programma di scrittura era Wordstar, non molto diverso da quelli che usiamo oggi. Se ricordo bene, le parole guizzavano in verde sullo schermo scuro, una modalità simile a quella scura di oggi. C’era già, se ben ricordo, la possibilità di spostare intere frasi. Scrivere non è diventato più facile, è sempre complicato. Col PC però è un po’ più comodo. Scrivo canzoni al piano usando la matita, ma per lavorare il PC è un mezzo straordinario. Leggo anche di

più, da quando uso il Kindle e non i libri cartacei: è più leggero, se si legge in lingua originale ha già un dizionario incorporato. Certo, è una preferenza personale. Il libro, piccolo e trasportabile, è uno straordinario oggetto tecnologico. Nell’incendio della Biblioteca di Alessandria non bruciarono libri, ma rotoli di papiro. Quando fu inventata la stampa e i libri vennero finalmente rilegati si lamentarono in pochi. Tornando al 1996, la mia ragazza di allora proprio quell’anno si comprò il primo computer. Riuscii a convincerla e comprò anche il modem. Allora molti erano convinti che il web fosse solo un luogo di divertimento. Non sapevano l’ovvio, ovvero che internet nacque come risorsa strategica militare e medica. Me ne accorsi qualche mese dopo, quando dopo la laurea scelsi il servizio civile al posto del militare. Fui destinato ad un reparto di Dialisi e Nefrologia. I medici studiavano già da tempo online, mentre la dialisi la facevano già le macchine. Anzi, in un reparto di Dialisi comandano gli infermieri specializzati, che gestiscono le macchine che purificano il sangue. C’è un’interazione continua tra professionisti e tecnologie. Il futuro, probabilmente, sarà simile ad un efficiente reparto di Dialisi. Nessuno farà miracoli, ma gestire la malattie sarà un po’ meno difficile.


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