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ItaliaNFT porta il Made in Italy nel Web3


ItaliaNFT porta il Made in Italy nel Web3 Abbiamo incontrato Marco Capria e Achille Minerva di ItaliaNFT . Gli NFT ed il Web3 sono un universo ancora nebuloso per troppi, per cui sentire direttamente due imprenditori che innovano in quest’ambito è un’ottima idea. Vivono il loro ruolo di imprenditori a metà tra innovazione e divulgazione, ovvero in modo ottimistico e generoso e collaborano già oggi con realtà di rifermento. Per questo sono perfetti su InveXtra News, un magazine dedicato a chi lavora con il sorriso e cercando sempre di migliorarsi. “ ItaliaNFT nasce nel 2021 per portare il Made In Italy nel futuro di Internet: il Web3. Abbiamo fondato questa azienda mettendo insieme la nostra esperienza internazionale nel campo della finanza, delle tecnologie blockchain e della consulenza strategica nel mondo delle startup”, raccontano. “ Fin da subito abbiamo concentrato le nostre attenzioni sui capolavori dell’arte, del cinema, della letteratura, della musica, dello sport, della produzione e del territorio italiano, con l’idea di elevarne il valore attraverso trasparenza e l’affidabilità della blockchain."


Come si sta sviluppando l’attività della vostra azienda?

Da un’originaria vocazione perlopiù consumer il progetto si è evoluto sempre più verso una dimensione b2b e b2b2c. Vogliamo mettere la nostra tecnologia al servizio di tutte le eccellenze italiane che vogliono capire quali sono le opportunità del Web3. Abbiamo le tecnologie, le competenze ma anche le figure professionali in grado di affiancare le aziende in un processo di trasformazione digitale. Entrare nel Web3 non è come fare un sito internet o una campagna di marketing: è un lavoro che presuppone un nuovo modo di governare i processi e la relazione con i consumatori. Bisogna avere chiari gli obiettivi e le aspettative, ma soprattutto bisogna sapere quali sono gli asset che ha più senso portare in Blockchain.


Com’è il mercato italiano degli NFT?

Sta vivendo un rallentamento che rispecchia le dinamiche della curva dell’hype. Chi lavora nel mondo delle nuove tecnologie sa bene che ogni innovazione tecnologica vive di una fase iniziale di gran de enfasi a cui segue sempre una fisiologica fase di “disillusione”. Crediamo che questo rimbalzo sia servito per eliminare tutti i progetti puramente speculativi e orientare il mercato verso applicazioni realmente utili. A nostro modo di vedere saranno proprio le applicazioni a dettare gli scenari di questa tecnologia, si parlerà sempre meno di NFT. Un po’ come oggi si parla poco mp3, mp4, p2p, streaming e altre tecnologie strutturali... E sempre più dei modi di utilizzare questa tecnologie per varie finalità.


Cosa sta portando maggiori risultati alla vostra azienda?

Stiamo ampliando i nostri orizzonti verso il panorama Web3 a tutto tondo. Non solo NFT, quindi, ma anche Metaversi e progetti per le aziende che hanno necessità di innovare i propri processi e il proprio modo di interagire con gli utenti. Le aziende stanno capendo che si possono creare nuovi spazi digitali all’interno dei quali si possono fare cose impensabili fino a ieri: dall’advertising digitale più classico alla creazione di gallerie virtuali per mostrare e vendere prodotti e servizi attraverso gli NFT, dall’organizzazione di eventi dedicati con esperienze immersive sempre più realistiche alle applicazioni in realtà aumentata in grado di trasportare l’utente dal realtà virtuale alla realtà fisica in modo rapido, smart e molto divertente. Sul vostro sito avete un vero magazine... Abbiamo un duplice ruolo: quello degli innovatori e quello dei divulgatori. Non può esserci reale innovazione se la tecnologia non viene prima compresa, accettata, resa fruibile per tutti. Per questo motivo abbiamo deciso di condividere apertamente la nostra conoscenza e di farlo nella maniera più semplice possibile. Con un magazine accessibile dal nostro sito, quindi, ma anche una newsletter settimanale e tante risorse educational pubblicate all’interno dei nostri social. E poi c’è tutto il lavoro di supporto al mondo accademico – LUISS e Politecnico di Milano sono solo le ultime collaborazioni in ordine di tempo – a quello dei media e degli eventi fieristici. Crediamo che la blockchain e tutte le tecnologie Web3 siano mature abbastanza per essere dominio di tutti e non solo di pochi crypto-utenti alfabetizzati.


Che profilo deve avere chi vuol lavorare in questo nuovo universo tecnologico?

Servono tante competenze, a tutti i livelli. Quello tecnologico, innanzitutto. Sia che si disponga di una piattaforma proprietaria, come nel nostro caso, sia che si decida di esternalizzare il tutto, occorre conoscere bene le virtù profonde ma anche le criticità della blockchain: è un expertise che condiziona la fattibilità dei progetti, i tempi necessari e dunque anche i costi associati.

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