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Giorgia Meloni, Alessandro Sallusti: l'errore da non commettere se tra un anno vuole governare

Aggiornamento: 15 giu 2022


Il centrodestra vince questa tornata di elezioni amministrative e, dentro il centrodestra, vince Giorgia Meloni che cresce praticamente ovunque a scapito soprattutto della Lega. La questione quindi per la guida del centrodestra si fa seria ed è difficile liquidarla con il canonico "insieme si vince", oltre che banale è una dichiarazione che attiene più alla matematica che alla politica. Ovvio che si vince soltanto insieme, meno scontato è che Silvio Berlusconi e Matteo Salvini concedano a cuor leggero a Giorgia Meloni lo scettro del comando.




Diciamolo chiaramente: a questo punto, e in assenza di novità significative, solo Giorgia Meloni potrebbe sbagliare quello che si presenta come un rigore a porta vuota nella partita della vita, quella delle elezioni politiche del prossimo anno.



I numeri ci sono, gli avversari dimostrano di essere nel pallone (il campo largo sognato da Letta e Conte per salvare la ghirba è morto nella culla) ma paradossalmente i problemi potrebbero essere proprio tra gli alleati. Perché un conto è dimostrare di essere molto bravi a pilotare il proprio partito nel mare aperto del consenso, altro è ottenere gli stessi risultati facendosi carico di tenere insieme il baraccone senza il quale nessuno, neppure Giorgia Meloni, può immaginare di andare a governare davvero questo Paese. Se in passato qualcuno nel centrodestra lo ha fatto (Berlusconi con Monti e poi Salvini con i Cinque Stelle) ha pagato dazio anche oltre le proprie colpe.

Al di là delle simpatie e di come uno la pensi sono chiari e indiscutibili sia lo stallo di Forza Italia che la crisi di consensi della Lega. Tutto lascia quindi intendere che tocca a Giorgia Meloni trovare la soluzione, andando oltre vecchie e nuove ruggini e sapendo che, sia tu venga da destra o da sinistra, il comando per definizione sta al centro, cosa che non aveva considerato, o quantomeno aveva sottovalutato, Matteo Salvini durante la sua reggenza della coalizione dopo il successo elettorale del 2018 e il successivo balzo alle Europee del 2019.



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