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PIAZZA AFFARI CHIUDE A -2% LA SETTIMANA POST VOTO


Moody's non ha aggiornato il rating dei titoli italiani, mantenendo il «Baa3» accompagnato dall'outlook girato da stabile a negativo il 5 agosto scorso suscitando la risposta irritata del governo italiano.

Nella scala dell'agenzia i BTp restano quindi nell'ultimo scalino prima dei junk bond, e se ne riparlerà in primavera salvo sorprese.


Nel frattempo sono attese le altre valutazioni, in cui il debito italiano si trova però un po' più distante dall'area più a rischio: il 21 ottobre sarà il turno di S&P Global Ratings, il 28 toccherà a Dbrs (che però ha già sottolineato che «un governo di centrodestra non altera in modo significativo i fondamentali economici italiani») mentre il 18 novembre sarà la volta di Fitch.


Sul fronte dei mercati, le Borse europee chiudono in rosso una settimana ricca di sviluppi sul fronte geopolitico, aggravando così il bilancio del mese di settembre. Le elezioni in Italia, la crisi della sterlina in seguito al piano di tagli fiscali annunciato dalla premier britannica Liz Truss, il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e l'annessione di alcune regioni ucraine da parte della Russia sono alcuni dei fattori che hanno influito sull'andamento dei listini azionari nel corso dell'ultima ottava, mentre sullo sfondo alimenta la corsa dell'inflazione testimoniata dagli ultimi dati macroeconomici. Nonostante il rimbalzo di venerdì, il Ftse Mib ha chiuso quindi la settimana in calo del 2% e l'intero mese di settembre del 4,2%. Francoforte è scesa dell'1,4% nella settmana e del 5,6% nel mese, Parigi dello 0,4% e del 5,9% e Londra dell'1,8% e del 5,4%. A picco Mosca, scesa del 7,5% da venerdì scorso e del 16,1% in settembre. Tra i titoli di Piazza Affari, maglia rosa della settimana è stata Saipem (+7,9% ma -9% in settembre), seguita da Tenaris (+6,3% e -3,5%), Tim (+5,7% e -7,6%), Finecobank (+2,9% e +17,8%), Ferrari (+0,8% e -0,8%) e Prysmian (+0,8% e -3,2%). Settimana in rosso, invece, per Enel (-9% e -10% nel mese), Leonardo (-5,2% e -10,9%), UniCredit (-3,1% e +6,7%) ed Hera (-2,2% e -12,6%). Sul fronte dell'energia, il prezzo del gas naturale è aumentato del 2,5% nella settimana ma è ha registrato un -21,4% nell'intero mese di settembre.

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