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Cambia lavoro!



X News in ogni numero cerca di offrire idee e opportunità per vivere e lavorare meglio. Siamo dannatamente ottimisti, noi che scriviamo su queste pagine e tutto il team del giornale ogni giorno si mette al lavoro col sorriso, contento di quel che sta facendo. Non viviamo però su Marte e non raccontiamo favole: il mondo del lavoro in Italia oggi è molto difficile, per troppi. Anche a Milano, che è senz’altro la capitale economica d’Italia, gli stipendi sono spesso bassi e a volte tra stage, formazione e contratti di collaborazione, passa troppo tempo tra il momento in cui si inizia a lavorare e quello in cui si guadagna abbastanza da poter ‘mettere su famiglia’. Anzi, uno dei motivi per cui non facciamo abbastanza figli è proprio questo: si inizia lavorare davvero troppo tardi e gli stipendi dal 1991 in Italia sono cresciuti solo dell’1%, mentre la media dei paesi OCSE è del 32,5%. A luglio dello scorso anno, secondo Global Rework Report 2023, curato da Kelly, società di consulenza aziendale internazionale, un quarto dei dipendenti nella UE vuol cambiare impiego perché non riesce a trovare il giusto equilibrio tra vita privata e professione e perché non vede prospettive di carriera. Succede soprattutto ai lavoratori più specializzati. In Italia, addirittura 33% ha dichiarato di voler cambiare lavoro entro l’anno. Tra il pensare ed il fare, tra il dichiarare di cambiare e dare le dimissioni, come è logico che sia, c’è sempre il mare. Ma un bel po’ di scontento c’è. Come sempre, non pretendiamo qui di fornire soluzioni buone per tutti, su X News. Quelli che seguono sono solo spunti, utili magari per accendere lampadine e trovare un percorso lavorativo più soddisfacente. Perché lavorare volentieri è davvero importante. Per tutti, top manager, impiegati, operai, professionisti... In bocca al lupo!


Il CV perfetto

Chi si occupa di recruiting e chi sta cercando un nuovo impiego sa che trovare il lavoro giusto... è un vero e proprio lavoro di per sé, tra l’altro molto complicato. Il primo passo è sempre riscrivere il proprio CV. Chi ha esperienza, infatti, deve partire raccontando quella e non dagli studi, lontani nel tempo. Siccome poi il tempo è denaro, bisogna andare dritti al punto, impaginando il proprio curriculum in modo semplice. Nessun potenziale datore di lavoro ha voglia di leggere papiri lunghissimi con dettagli inutili. Serve sempre aggiungere una foto. Come sarebbe che tipo di foto? Basta sorridere e il gioco è fatto.


Offerte di lavoro: dove, come, quando... e gli account giusti, su Instagram. Con entusiasmo Sui principali siti dedicati al lavoro (Linkedin, Indeed, InfoJobs, Ranstad, etc) le offerte non mancano mai. Compilare ed aggiornare la propria scheda su questi siti, così come capire le richieste del mercato e di potenziali datori di lavoro richiede tempo, ma solo così aumenta la possibilità di raggiungere il risultato sperato. E poi molto utile seguire account come quello di Fabiana Andreani , esperta di recruiting Instagram.com/fabianamanager . Con la sua capigliatura sbarazzina e in video sempre brevi e divertenti, dà consigli giusti, partecipa a Career day di questo o quell’azienda. La sua energia mette energia anche a chi semplicemente guarda i suoi video. Ed è quel che ci vuole per cambiare lavoro o trovare la prima occupazione. Senza voglia di lavorare, lavorare bene è dura.


Sei sicuro di voler cambiare? Che sicurezze cerchi?

Marco Montemagno , esperto di tecnologia e start up e creatore di una community molto vivace propone domande decisamente interessanti, da farsi quando si è indecisi: il lavoro per te che valore ha? Per molti la soddisfazione deriva dagli hobby, dalle passioni personali, dalla famiglia. Non tutti ambiscono a realizzarsi nel lavoro. Ci sono impiegati di banca o commercialisti che lavorano sereni e poi vanno a fare il dj due sere a settimana con successo, senza diventare David Guetta o mega direttore galattico in ufficio. E poi, qual è il prezzo che sei disposto a pagare se non dovesse andar bene, dal punto di vista economico e non? E ancora: c osa ti dà veramente sicurezza? Uno dei mestieri meno sicuri al mondo sembra essere l’artista di strada. Ma non per tutti. Chi sa davvero suonare la chitarra e cantare o fare acrobazie, sa che ogni piazza un po’ frequentata può essere il luogo di lavoro perfetto. Montemagno si pone poi un’altra domanda davvero interessante: odi il lavoro che fai oppure odi il modo in cui lo stai facendo? Spesso i problemi non nascono né dallo stipendio né dal lavoro in sé, ma dai rapporti con manager e dirigenti, con i colleghi. Cambiare modo di lavorare o posto di lavoro in questi casi è la scelta più logica.


Il trucco di Vittorio Sgarbi: sii sempre indaffarato, oppure fingi di esserlo

Chi viene licenziato o vuol cambiare vita lavorativa, soprattutto ad una certa età, non ha scelta: deve rimettersi sul mercato, nel modo giusto. Vittorio Sgarbi , critico d’arte, personaggio tv e politico di sicuro successo dice che essenziale è non cercarlo troppo, il lavoro. Bisogna far credere di essere occupatissimi in qualcosa anche quando non lo si è, così aziende, concorrenti e colleghi ci cascano e ci ingaggiano. Sgarbi, che da sempre Speciale Cambiare lavoro .rtf ha senz’altro buoni rapporti con il gentil sesso, crede quindi che il lavoro sia un po’ come l’amore, ambito in cui chi troppo cerca, di solito non raggiunge lo scopo.


I social, nel 2B2, servono davvero? Secondo Vasco, no di certo

Nel business to business il valore dei social e della presenza online è spesso sopravvalutato. Succede perché chi si occupa di questi media ha bisogno di trovare clienti e fatturato. Non solo: i social fanno parte fin troppo della nostra vita personale. Separare il lavoro che facciamo dalla nostra vita privata è una scelta logica, per tutti coloro che non fanno l’influencer di professione. Perché non si sceglie un fornitore per la sua notorietà su Instagram. Un esempio su tutti? Vasco Rossi , la più grande rockstar italiana di sempre, spesso realizza i suoi dischi a Los Angeles ed è senz’altro molto esigente nel suo lavoro di musicista. Qualche settimana fa stava lavorando allo Speak Easy Room Studio, che su Instagram.com/speakeasyroomstudio mentre scriviamo ha meno di 600 follower. Perché per coinvolgere grandi artisti dal grande budget non c’è bisogno di essere famosi presso il pubblico, quando si gestisce uno studio di registrazione: bisogna avere bravi tecnici, ottime apparecchiature, un’atmosfera accogliente... e poi far girare il nome tra i professionisti. Bisogna, in poche parole, lavorare bene e farsi conoscere nella propria nicchia di mercato. La cosiddetta e-reputation conta? Molto meno del saper lavorare.


Personal branding, di settore. Come Max Angioni

Il già citato Marco Montemagno, che è riuscito a lavorare benissimo sul proprio personal brand, creando siti, eventi, newsletter, etc. Se non fosse un vero riferimento tra i creatori di start up, non fatturerebbe. Eppure, a differenza di tanti giornalisti e imprenditori non poi così importanti, non ha una pagina Wikipedia che celebra e racconta la sua attività. Per chi non lo sapesse, nel mondo del branding e della comunicazione, più o meno tutto è in vendita, in modo più o meno lecito. Ma se sei Max Angioni, sei un comico in ascesa verticale ed hai un ottimo sito personale ( Maxangioni.com ) , conduci Le Iene , mica ti preoccupi se Wikipedia non scrive di te. Perché la scelta giusta nel lavoro è sempre comunicare ed essere presenti per chi ci cerca. Ma non esagerare, perché chi lavora o vuol cambiare lavoro nel modo giusto, non ha tempo da perdere e non si fa abbindolare facilmente.

(Lorenzo Tiezzi)

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