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Elon, un maledetto genio


Se fossi un genio, cosa che purtroppo so di non essere da quando avevo 17 anni, farei proprio come fa Elon Musk oggi. Ovvero cercherei di abbassarmi quotidianamente al livello dei più, della massa, di chi ogni giorno, in Italia invidia e negli USA idolatra ricchi e famosi. Se sono tra gli uomini più ricchi del mondo, in fondo, ho solo due strategie per farmi tollerare dal pianeta. La prima è quella di non farmi quasi mai vedere e passare per un filantropo. C’è chi lo fa, soprattutto ad un certa età, ad esempio Bill Gates. Dopo i 50, sentirsi buoni non è poi così difficile, soprattutto se si è avuto un po’ di successo nella vita. Hai davanti una quotidiana fila di persone che arrivano da te e hanno bisogno di un favore e, logicamente, ti adulano. C’è chi invece fa come Elon, che più prosaicamente fa il cattivo, anzi il matto, che è molto meglio. Come disse il solito Oscar Wilde “il pubblico perdona tutto, tranne ovviamente il genio”. Elon lo sa e fa di tutto per farsi notare per altro. Musk, per farsi perdonare, ha scelto una strada molto divertente per chi non è al suo livello, ma almeno, come facciamo qui su XNews, usa un po’ quella cosa che abbiamo tra le orecchie (il cervello). Se Microsoft licenzia lo fa in silenzio, lui lo strombazza ai quattro venti. Se pian piano, nei decenni, arriverà su Marte, magari per primo, si lamenta di non esserci arrivato ieri. Se mette letti negli uffici di Twitter è perché ha bisogno di far parlare di Twitter, non perchè è impazzito. Google mette a disposizione dei suoi dipendenti interi villaggi, con palestre, calcetto, etc. La sua è strategia: serve a farci sentire dannatamente intelligenti, almeno quanto lui, se compriamo una Tesla. Da Tesla, infatti, arriva il 75% dei guadagni di Musk, il resto sono bazzecole. Certo, in questo periodo è un po’ in calo, perché per lui essere un visionario, uno che guarda avanti, non è uno slogan, è parte della sua genialità. Nel 2002 vendette PayPa ad eBay per 1.5 miliardi e invece di ritirarsi di cose ne ha fatte un bel po’. Dopo, ovviamente, essersi laureato, sia in Economia sia in Fisica. Anche dei suoi successi universitari fare parlare poco, è ovvio. Perché fanno capire quello che è. Un maledetto genio.


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