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Phil, il ‘cane da scarpa’ che ha creato Nike


“Non lo amo ma crescerà con me”. Così diceva Phil Knight, fondatore di Blue Ribbon Sports (poi diventata Nike) nel 1971, a proposito dell’allora nuovo logo dell’azienda, il mitico Swoosh. La leggenda narra che Carolyn Davidson, la studentessa di grafica che lo disegnò incasso appena 35 dollari. In realtà Davidson, undici anni dopo, fu ricompensata con un anello d’oro a forma di Swoosh… e con una ben più sostanziosa busta piena di azioni Nike. La virgola capovolta e orizzontale è da tempo il simbolo del brand di abbigliamento sportivo più importante al mondo. Nike infatti nel 2022 ha fatturato 37.4 miliardi di dollari, contro gli “appena” 21.9 della rivale adidas. Se l’azienda è riuscita, come Apple e pochissimi altri, ad eliminare la scritta Nike dal proprio logo non è certo solo merito dell’immediatezza grafica di quest’ultimo. Da sempre il brand di Knight investe una fiume di denaro in pubblicità: più o meno il 10% del fatturato. Lo fa anche oggi, che il marchio è consolidato. Perché la qualità non basta, va raccontata creando e diffondendo slogan come “Just do it” (fallo e basta). Bisogna legarsi agli atleti quando sono giovani e hanno più potenziale che pretese. Knight lo fece scommettendo sull’allora giovanissimo Michael Jordan, poi diventato una leggenda. Insieme dettero vita ad Air Jordan, un universo sportivo a sé stante a cui Ben Affleck ha dedicato un film in uscita nell’aprile ’23. Si può imparare molto anche dagli inizi di Philip Hampson Knight, che oggi ha un patrimonio personale di oltre 40 miliardi di dollari. In una recente autobiografia si è definito “Shoe dog”, perché il suo successo nasce proprio dall’amore per le scarpe sportive. Nato a Portland nel 1938, mentre si laurea in contabilità all’Università dell’Oregon e consegue un master alla Stanford University, Phil vince pure qualche gara come mezzofondista. Prima di fondare Nike, distribuisce negli USA le scarpe giapponesi Unitsuka Tiger. Perché prima di spiccare il volo con Nike, che in greco significa vittoria, è logico restare con i piedi per terra. E correre più forte di tutti.

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